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La coltivazione di
un'hobby fa si che col passare del tempo
evolvi, si migliori, e, nel caso comprenda
delle apparecchiature elettriche, queste,
aumentino di
quantità. Con l'home theater
l'aumento degli apparecchi può diventare
un problema e si rende necessario un tavolino
più capiente. Perchè non
costruirlo?! Tra gli appassionati
di autocostruzione il progetto più conosciuto
è appunto il TNT FleXy.

Questa è la messa
in tavola del progetto con tutte le
misure necessarie alla realizzazione.

Per rendere un'idea
di quello che ne verrà fuori è mia abitudine
realizzare un modello 3D e renderizzarlo
con delle superfici il più simili all'originale.
In realtà lo faccio anche per rinfrescare
la memoria sull'utilizzo di AutoCAD... Se
vi serve, qui trovate il file .DWG per
AutoCAD:

Iniziamo; i cinque
pannelli, fatti tagliare dal mio falegname
di fiducia, sono in MDF da 30mm
di spessore e dal considerevole peso
di 10Kg cadauno, devo confessare che
caricarli in macchina e successivamente
portarli in cantina è stato un pò faticoso. Le
barre filettate sono in acciaio zincato
con filettatura M24.

Prese le quote per
le forature in maniera accurata (ho
una tolleranza di 2mm tra un ripiano
e l'altro utilizzando una fresa per legno
da 25mm) mi è toccato torturare quel
povero trapanino da quattro soldi. Scaldava
parecchio a causa dello sforzo eccessivo
e per tanto lo facevo girare a vuoto
di tanto in tanto permettendogli il
raffreddamento con la propria auto-ventilazione.
Incredibile ma vero: funziona ancora!

Ha sofferto non poco
anche la punta, pure lei scaldava parecchio
nonostante avessi regolato la velocità
giusta per il tipo di lavorazione. Alla
fine del lavoro la vittima delle mie
torture è stata proprio lei; ha perso
l'affilatura ed ora voglio informarmi
come si affila. Forse, se avrei speso
qualche soldo in più per una fresa migliore
non sarebbe successo.

Il lavoro piano piano
procede, la segatura aumenta e
la creatura inizia a prendere forma.
La fase di foratura è stata parecchio
sofferta, dopo tutto, 30 fori non sono
mica pochi!

Spero di non contribuire
seriamente al disboscamento delle foreste;
i fogli di piallaccio di ciliegio
sono molto meno cari del noce nazionale
e più morbidi da maneggiare senza
rischiare di spezzarli lungo le venature.
La tonalità poi non è niente male. Mi
piace parecchio.

Solitamente procedo
così: taglio circa 1-2Cm più largo l'impiallaccio
rispetto alla superficie da rivestire,
stendo la colla con una normalissima
spatola lasciando un velo non eccessivamente
sottile (ne troppo spesso) ambedue le
superfici, faccio asciugare fin quando
non resta più la colla attaccata al dito.

Incollare dei fogli
di impiallaccio di grosse dimensioni è
particolarmente ostico, ho proceduto
un pezzetto alla volta facendo attenzione
a far aderire la pregiata essenza in
maniera uniforme. Ci vuole molta pazienza.

Terminate le superfici
superiori ed inferiori ho proseguito
con i bordi.

Ora posso iniziare
a levigare. Eseguito tutto a mano, alla
fine mi sono venute due braccia da culturista.

Prima mano di turapori
passata a pennello (non ho il compressore).
Si, la cantina è disordinata...

La grezza medite ha
cambiato pelle!

Ho dato tre mani
di turapori e carteggiato finemente
tra l'una e l'altra; nell'ultima mano
ho utilizzato una paglietta di ferro
di tipo "0000" ottenendo una
superficie liscia come le cosce di una
donna. Il ripiano di destra è già stato
rifinito a cera.

Sono sempre i ripiani
di prima; quello rifinito a cera ha
una tonalità leggermente sul giallino
tipico della cera. Al tatto è tutta
un'altra cosa, le foto non rendono giustizia.

Terminati i ripiani
con la cera, sono passato alla verniciatura
dei dadi ciechi usati come piedini.
Sono riuscito a trovarli grezzi, poco
male; una verniciata con bomboletta
effetto zincante e via.

...Sono ottimi per
sfondare il parabrezza dell'auto
del vosto capo se vi è antipatico.

L'ultima mano. Aspettiamo
che asciughi bene la vernice e poi via
di corsa a montare tutto.

Non sono pochi, questo
è certo. Le rondelle di sughero hanno
la funzione di non far rovinare i ripiani
dalle rondelle una volta serrati i dadi.

Ho iniziato dal penultimo
ripiano, in questo modo non devo inserire
tutti i dadi dalla cima delle barre
filettate.

Ho dovuto impegare
una buona fetta del mio tempo libero
di una domenica e pure tradire il mio
socio di bicicletta per l'immancabile
giro domenicale.

Le barre filettate
ci sono tutte. Per la cronaca: tutta
la ferramenta pesa la bellezza di 27Kg...

Il ripiano inferiore
l'ho lasciato grezzo, giusto qualche
passata col turapori, per motivi prettamente
economici...avevo finito l'impiallaccio
e non avevo voglia di andarne a comprare
dell'altro.

I dadi ciechi non
sono venuti proprio uguali ai dadi ma
è sempre meglio che niente.

Messo in piedi ho
iniziato a mettere in bolla i singoli
ripiani; le barre filettate ovviamente
garantiscono una regolazione micrometrica.

Ne manca uno. La
barra filettata centrale davanti
l'ho tagliata per far spazio al canale
centrale.

Lo dico subito: questo
coso pesa la bellezza di 77Kg! Ogni
ripiano pesa 10Kg (...e sono cinque)
e tutta la parte metallica 27Kg.
Per spostarlo mi sono fatto uscire l'ernia!

Altra foto che fa
numero...i numeri e le foto qui si sprecano.

Ogni componente ora
ha trovato il suo posto ed il risultato
è decisamente appagante. Parere personale
ovviamente.
COSTO REALIZZAZIONE
Materiali utilizzati:
| -> N°5
pannelli MDF 30x1100x450mm
(scarti taglio residui compresi) ->
N°6 barre filettate M24,
N°60 dadi, N°60 rondelle
e N°6 dadi ciechi -> N°5
fogli impiallaccio
di ciliegio 350x3000mm ->
1m² di sughero per fare
le rondelle -> 1Litro
di turapori base nitro ->
N°1 bomboletta spray effetto zincante -> N°1
fresa da legno Ø25mm -> Barattolo
da 800Gr colla Bostik -> Bolla
ad aria da quattro soldi per
mettere in piano i ripiani
->
TOTALE.....................................................................................
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50.25€ 67.00€ 35.65€
12.90€
5.63€ 6.75€
4.79€ 9.19€
1.39€
193.55€
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Mezzo barattolo di
Bostik per
l'impiallacciatura, due fogli di impiallaccio
ed altre
cose non menzionate le avevo già in
casa.
IMPRESSIONI D'ASCOLTO
Con tutta franchezza
non so che dire, le impressioni che
mi ha dato sono quelle di una migliorata
messa a fuoco degli strumenti. Da badare
bene che di impressioni stiamo parlando. Il
tavolino poggia con tutti i suoi
77Kg direttamente al pavimento tramite
i dadi ciechi e le elettroniche
sono poggiate su tre pile di dischi
di sughero. Accoppiando il tavolino
al pavimento e disaccoppiando ciascuna
elettronica deduco che si possa renderle
meno sensibili alle vibrazioni. Come
ultima cosa posso dire che dal punto
di vista timbrico non ho notato alcuna
differenza. Perdonate la schiettezza,
probabilmente non ho notato sostanziali
cambiamenti per via della levatura non
eccelsa degli apparecchi posseduti. In
ogni caso l'idea di questo tavolino
è nata dalla necessità di trovare una
buona sistemazione alle elettroniche,
se questo ha portato delle migliorie
oggettivamente confrontabili alla sonorità
dell'impianto sinceramente non me ne
sono accorto.
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